Nun di Nazareno

filia ecclesiae:

Tanto dolore in nome di Colui che ha sofferto ed è morto per tutti. Quanto onore appartenere al Nazareno! Sia lodato Gesù Cristo!

Originally posted on L'Officina del Conte Ruggero:

Nun, la lettera che "marchia" i "nazareni" Una goccia: il sangue dei martiri Realizzato a mano in ottone a sbalzo e cesello

Nun, la lettera che “marchia” i “nazareni”
Una goccia: il sangue dei martiri
Realizzato a mano in ottone a sbalzo e cesello

View original

Nel tessuto divino

Un “ben ritrovati” a tutti voi dopo le vacanze estive. Estive? Soltanto per una parte d’Italia per il resto… ogni dubbio è lecito. Diciamo ‘vacanze’ e basta.

Per quanto riguarda me, non sono andata in vacanza, avevo un impegno più urgente e importante: stare accanto a mio marito, ricoverato. Abbiamo passato momenti difficili, ma ora, grazie a Dio, lui sta molto meglio anche se fra alti a bassi!

Dopo l’intervento all’ospedale fu trasferito all’istituto di riabilitazione, detto familiarmente “il Kennedy”, qui a Crema. Li si sono evidenziati dei problemi seri per la sua salute. Il primo giorno mi sono fermata nella cappella a pregare, poi il mio sguardo è caduto sulla statua di Gesù, mi sono alzata e ho messo la mia mano nella Sua: “Gesù, questa prova è troppo grande per me, sono stanca e ho paura, non lasciare la mia mano, tienila incollata alla Tua.”

Nelle lunghe ore di attesa vicino a lui mi sono chiesta spesso come è possibile affrontare simili dolori –e peggiori ancora- senza avere la certezza della presenza di Dio, e sentirla. Anche nei momenti più difficili ero avvolta dalla serenità nel profondo del mio cuore, ero frastornata, certo, stanca e triste anche, ma mai disperata perché sapevo di poter contare su una schiera di amici che pregavano per lui, per noi.

Come si può vivere, e ancora peggio, morire, senza di Lui…?

530c9025f3c98

Immagino che avete letto qualcosa sull’incontro di una trentina di donne… vero o no?? Se n’è parlato qui: Qualcosa è successo e qui: “Come sei bella, amica mia, come sei bella!” (Ct 4:1) e ancora Accade inaspettato e per finire “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” .

Ebbene, volevo parteciparvi fin dall’inizio, in realtà, e per ovvi motivi, avevo rinunciato. Accadde però che due giorni prima, lo stato di salute di mio marito è migliorato. Il giorno precedente all’incontro, 26 agosto, il medico mi ha confermato che Domenico stava migliorando, il pericolo era scongiurato, e così ho potuto essere una di loro, quella del 90° minuto. Deo gratias!

Un’incontro fra donne è potenzialmente pericoloso! Cosa mi metto? I miei capelli sono un disastro:help! I chili in più sono troppi, si vedranno (eccerto! Non c’è TAC che tenga in confronto agli occhi delle femmine)? Cavolo, mi manca lo smalto giusto, etc. etc. …all’infinito.

I miei capelli erano veramente un disastro con ricrescita (brrr…), avevo un solo paio di pantaloni puliti e stirati, idem per la maglietta, il resto era sullo stendibiancheria e bagnato. Se mi avessi rovesciata qualcosa addosso…beh, meglio non pensarci.

Invece… una volta arrivata in quel posto splendido, scesa dalla macchina, abbracciata la prima, la seconda, la terza, tutti questi “problemi” sono svaniti. Sono stata risucchiata dal noi e mi sono dimenticata dell’ io, un piccolo passo verso l’umiltà. Ecco l’importanza di un gruppo che ha come base Lui, Cristo, che abbiamo avuto la grazia di ricevere durante la Santa Messa. Un finale con i fiocchi, l’essenza del nostro “essere amiche”.

Per me è stato un giorno che valeva più di una vacanza… sono stata coccolata e amata, ho vissuto un riposo e un ristoro dell’anima, un’iniezione d’amore nel Suo nome. La comunione dei santi inizia qui, sulla terra.

Grazia, pura grazia!

Accettare me stesso e accettare l’altro vanno insieme: solo accettando me stesso nel grande tessuto divino posso accettare anche gli altri, che formano con me la grande sinfonia della Chiesa e della creazione. Io penso che le piccole umiliazioni, che giorno per giorno dobbiamo vivere, sono salubri, perché aiutano ognuno a riconoscere la propria verità ed essere così liberi da questa vanagloria che è contro la verità e non mi può rendere felice e buono. 

Benedetto XVI 

Discorso del 23 febbraio 2012

1510820_317506068409896_9046704427694145774_n

La cittadella della secessione interiore

lubacdi Henri de Lubac

Note sulla tentazione del polemismo sterile e sui falsi rigori che degradano in ideologia i misteri della fede.

(Da Meditazioni sulla Chiesa, Paoline, Milano 1955, pp. 291-300 e pp. 337-338)

« [...] l’intransigenza della fede, l’attaccamento alla tradizione, non si mutano mai, nel vero uomo di Chiesa, in durezza, in disprezzo, in aridità di cuore. Non sopprimono in lui il dono della simpatia accogliente ed aperta, e non lo imprigionano in una cittadella di atteggiamenti negativi. Continua a leggere

Un cristiano in vacanza

Il cattolico si distingue anche dal modo in cui si riposa e si diverte: anche sotto l’ombrellone o in cima a una montagna, la meta della vita non è un pacchetto turistico, ma il Paradiso. Großwarasdorf, Stoob, Burgenland, Österreich Arriva l’estate e l’uomo moderno si misura con un appuntamento obbligato quasi per tutti: le vacanze. Faccenda profana, ma che ha a che fare con i temi della fede e dell’apologetica. Perché il cattolico si riconosce anche dalle vacanze che fa. Ovviamente, c’è una grande libertà di scelta tra le molte opzioni che abbiamo a disposizione, in una forbice che va da Borghetto Santo Spirito alle Antille. Ma dentro questa libertà ci sono alcuni punti fermi che ci dovrebbero guidare anche durante le nostre ferie. Proviamo a stilare un piccolo vademecum per “la vacanza cattolica”.

1. CONTINUA A ESSERE CRISTIANO ANCHE IN VACANZA

Questo dovrebbe essere il punto di partenza di ogni cattolico che progetta il suo tempo di riposo e di divertimento. Andare tre settimane in Patagonia non è un delitto per un cristiano. Ma lo diventa se uno nemmeno si pone la domanda: e la Messa? In tempi di turismo globale, e di pacchetti turistici che ci portano agevolmente ovunque, bisogna stare attenti a non dimenticarsi l’essenziale: che non è il passaporto, ma Gesù Cristo. Che si incontra innanzitutto a Messa, almeno la domenica e nelle feste comandate Continua a leggere

Quelli che sanno …

Ci sono quelli che sanno di avere un camice bianco,
nonostante la coscienza,
falsi e moderni Ippocrate
cresciuti senza speranza
e che non giurano più per la vita …
sembra che dicano qualcosa
ma è solo l’ululare del branco,
un famelico aborto di parole,
come quello che praticano da sempre
anche se c’è un battito da salvare,
e hanno già chi li condanna …

Ci sono quelli che sanno di strisciare come i serpenti
sulla sacertà di un suolo maledetto,
anime di burattini,
pezzi di ripugnanza,
che si decompongono alla luce del sole …
come vampiri assetati di egoismo
di sesso
che abusano della parola amore
o la gettano in un cassonetto
e scandalizzano donne e bambini … Continua a leggere

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

I primi impulsi alla devozione del Sacro Cuore di Gesù provengono dalla mistica tedesca del tardo medioevo, in modo particolare da Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hachenborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (ca. 1256-1302) ed Enrico Suso (1295-1366).
Tuttavia la grande fioritura della devozione si ebbe nel corso del XVII sec., prima ad opera di Giovanni Eudes (1601-1680), poi dopo una serie di visioni avute da S. Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial (F), nel corso delle quali Gesù le chiese il suo impegno per l’istituzione di una festa dedicata al Sacro Cuore.

Queste apparizioni ebbero luogo tra gli anni 1673 e 1675 :

1) La prima visione avvenne il 27 dicembre 1673, festa di S. Giovanni Evangelista. Gesù le apparve e Margherita si sentì “tutta investita della divina presenza”; la invitò a prendere il posto che S. Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse: “Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me”.
2) Una seconda visione le apparve agli inizi del 1674, forse un venerdì; il divin Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce. Continua a leggere

La debolezza di Dio …

Parlami di quella terra tra il cielo e il mare,

dell’isola felice che ancora non si vede …

dimmi di quella porta segreta

e la combinazione per aprirla e per entrare …

 

dimmi che c’è ancora spazio per sognare,

e pescare in abbondanza,

che si può cogliere almeno un germe di speranza

nelle parole di un folle innamorato

o di un poeta … Continua a leggere