Nel tessuto divino

Un “ben ritrovati” a tutti voi dopo le vacanze estive. Estive? Soltanto per una parte d’Italia per il resto… ogni dubbio è lecito. Diciamo ‘vacanze’ e basta.

Per quanto riguarda me, non sono andata in vacanza, avevo un impegno più urgente e importante: stare accanto a mio marito, ricoverato. Abbiamo passato momenti difficili, ma ora, grazie a Dio, lui sta molto meglio anche se fra alti a bassi!

Dopo l’intervento all’ospedale fu trasferito all’istituto di riabilitazione, detto familiarmente “il Kennedy”, qui a Crema. Li si sono evidenziati dei problemi seri per la sua salute. Il primo giorno mi sono fermata nella cappella a pregare, poi il mio sguardo è caduto sulla statua di Gesù, mi sono alzata e ho messo la mia mano nella Sua: “Gesù, questa prova è troppo grande per me, sono stanca e ho paura, non lasciare la mia mano, tienila incollata alla Tua.”

Nelle lunghe ore di attesa vicino a lui mi sono chiesta spesso come è possibile affrontare simili dolori –e peggiori ancora- senza avere la certezza della presenza di Dio, e sentirla. Anche nei momenti più difficili ero avvolta dalla serenità nel profondo del mio cuore, ero frastornata, certo, stanca e triste anche, ma mai disperata perché sapevo di poter contare su una schiera di amici che pregavano per lui, per noi.

Come si può vivere, e ancora peggio, morire, senza di Lui…?

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Immagino che avete letto qualcosa sull’incontro di una trentina di donne… vero o no?? Se n’è parlato qui: Qualcosa è successo e qui: “Come sei bella, amica mia, come sei bella!” (Ct 4:1) e ancora Accade inaspettato e per finire “Dove sono due o tre riuniti nel mio nome, io sono in mezzo a loro” .

Ebbene, volevo parteciparvi fin dall’inizio, in realtà, e per ovvi motivi, avevo rinunciato. Accadde però che due giorni prima, lo stato di salute di mio marito è migliorato. Il giorno precedente all’incontro, 26 agosto, il medico mi ha confermato che Domenico stava migliorando, il pericolo era scongiurato, e così ho potuto essere una di loro, quella del 90° minuto. Deo gratias!

Un’incontro fra donne è potenzialmente pericoloso! Cosa mi metto? I miei capelli sono un disastro:help! I chili in più sono troppi, si vedranno (eccerto! Non c’è TAC che tenga in confronto agli occhi delle femmine)? Cavolo, mi manca lo smalto giusto, etc. etc. …all’infinito.

I miei capelli erano veramente un disastro con ricrescita (brrr…), avevo un solo paio di pantaloni puliti e stirati, idem per la maglietta, il resto era sullo stendibiancheria e bagnato. Se mi avessi rovesciata qualcosa addosso…beh, meglio non pensarci.

Invece… una volta arrivata in quel posto splendido, scesa dalla macchina, abbracciata la prima, la seconda, la terza, tutti questi “problemi” sono svaniti. Sono stata risucchiata dal noi e mi sono dimenticata dell’ io, un piccolo passo verso l’umiltà. Ecco l’importanza di un gruppo che ha come base Lui, Cristo, che abbiamo avuto la grazia di ricevere durante la Santa Messa. Un finale con i fiocchi, l’essenza del nostro “essere amiche”.

Per me è stato un giorno che valeva più di una vacanza… sono stata coccolata e amata, ho vissuto un riposo e un ristoro dell’anima, un’iniezione d’amore nel Suo nome. La comunione dei santi inizia qui, sulla terra.

Grazia, pura grazia!

Accettare me stesso e accettare l’altro vanno insieme: solo accettando me stesso nel grande tessuto divino posso accettare anche gli altri, che formano con me la grande sinfonia della Chiesa e della creazione. Io penso che le piccole umiliazioni, che giorno per giorno dobbiamo vivere, sono salubri, perché aiutano ognuno a riconoscere la propria verità ed essere così liberi da questa vanagloria che è contro la verità e non mi può rendere felice e buono. 

Benedetto XVI 

Discorso del 23 febbraio 2012

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Un cristiano in vacanza

Il cattolico si distingue anche dal modo in cui si riposa e si diverte: anche sotto l’ombrellone o in cima a una montagna, la meta della vita non è un pacchetto turistico, ma il Paradiso. Großwarasdorf, Stoob, Burgenland, Österreich Arriva l’estate e l’uomo moderno si misura con un appuntamento obbligato quasi per tutti: le vacanze. Faccenda profana, ma che ha a che fare con i temi della fede e dell’apologetica. Perché il cattolico si riconosce anche dalle vacanze che fa. Ovviamente, c’è una grande libertà di scelta tra le molte opzioni che abbiamo a disposizione, in una forbice che va da Borghetto Santo Spirito alle Antille. Ma dentro questa libertà ci sono alcuni punti fermi che ci dovrebbero guidare anche durante le nostre ferie. Proviamo a stilare un piccolo vademecum per “la vacanza cattolica”.

1. CONTINUA A ESSERE CRISTIANO ANCHE IN VACANZA

Questo dovrebbe essere il punto di partenza di ogni cattolico che progetta il suo tempo di riposo e di divertimento. Andare tre settimane in Patagonia non è un delitto per un cristiano. Ma lo diventa se uno nemmeno si pone la domanda: e la Messa? In tempi di turismo globale, e di pacchetti turistici che ci portano agevolmente ovunque, bisogna stare attenti a non dimenticarsi l’essenziale: che non è il passaporto, ma Gesù Cristo. Che si incontra innanzitutto a Messa, almeno la domenica e nelle feste comandate Continua a leggere

Solennità del Sacratissimo Cuore di Gesù

I primi impulsi alla devozione del Sacro Cuore di Gesù provengono dalla mistica tedesca del tardo medioevo, in modo particolare da Matilde di Magdeburgo (1207-1282), Matilde di Hachenborn (1241-1299), Gertrude di Helfta (ca. 1256-1302) ed Enrico Suso (1295-1366).
Tuttavia la grande fioritura della devozione si ebbe nel corso del XVII sec., prima ad opera di Giovanni Eudes (1601-1680), poi dopo una serie di visioni avute da S. Margherita Maria Alacoque a Paray-le-Monial (F), nel corso delle quali Gesù le chiese il suo impegno per l’istituzione di una festa dedicata al Sacro Cuore.

Queste apparizioni ebbero luogo tra gli anni 1673 e 1675 :

1) La prima visione avvenne il 27 dicembre 1673, festa di S. Giovanni Evangelista. Gesù le apparve e Margherita si sentì “tutta investita della divina presenza”; la invitò a prendere il posto che S. Giovanni aveva occupato durante l’Ultima Cena e le disse: “Il mio divino Cuore è così appassionato d’amore per gli uomini, che non potendo più racchiudere in sé le fiamme della sua ardente carità, bisogna che le spanda. Io ti ho scelta per adempiere a questo grande disegno, affinché tutto sia fatto da me”.
2) Una seconda visione le apparve agli inizi del 1674, forse un venerdì; il divin Cuore si manifestò su un trono di fiamme, più raggiante del sole e trasparente come cristallo, circondato da una corona di spine simboleggianti le ferite inferte dai nostri peccati e sormontato da una croce. Continua a leggere

La tentazione e “liberaci dal male”!

amen“E non ci indurre in tentazione, ma liberaci dal male”

1. Cos’è’ la tentazione?
Per comprendere cosa sia la tentazione è innanzitutto necessario spiegare che la traduzione della frase “non indurci in tentazione” non è la più esatta; essa potrebbe creare una ambiguità di interpretazione. Affermare che Dio sia causa della tentazione è errato, infatti è impossibile che Dio tenti l’uomo al male. Una spiegazione chiara ci è data da S. Giacomo quando scrive “Nessuno quando è tentato dica: sono tentato da Dio, perché Dio non può essere tentatore del male e non induce nessuno al male. Ciascuno piuttosto è tentato dalla propria concupiscenza che lo attrae e lo seduce” (Gc 1,13-14). Alla luce di tale affermazione si può con certezza dire che l’interpretazione più esatta della frase è: “Fa che non entriamo in tentazione”; chiediamo cioè al Padre di allontanare il male da noi, lo supplichiamo di non entrare nelle prospettive del tentatore, di non venire a patti con lui, di concederci la grazia di resistere al male conservandoci fedeli.
Chiarito il senso della frase cerchiamo ore di capire cosa si intende con il termine tentazione. In greco ha un duplice significato: tentazione e lotta. Nel greco biblico il verbo “tentare” ha il significato di provare, saggiare, come dice S. Paolo nella 2. lettera ai Corinzi: “Tentate voi stessi se siete nella fede” (2 Cor 13,15). La parola tentazione quindi può avere questi significati: tentazione vera e propria, lotta o prova. Il termine può essere compreso in pienezza se lo mettiamo in stretta correlazione con la seconda frase della petizione: ma liberaci dal male. Tutto il contesto è una implorazione di salvezza, una invocazione a chiedere perdono. Tale preghiera può essere così tradotta: non lasciarci in balia della prova, non abbandonarci quando ci provi, soccorrici nella nostra debolezza quando ci provi e perdona tutte le nostre debolezze dinanzi ad essa. Alla luce di tali interpretazioni la tentazione non è per se stessa peccato, lo diventa quando cediamo ad essa. La chiave di lettura dell’intera petizione sta in quel indurre, che significa stare in guardia perché Satana non ci sorprenda distratti e ignari del pericolo. Stiamo chiedendo a Dio di non lasciarci prendere la strada che conduce al peccato, nella lotta tra carne e spirito. Chiediamo a lui aiuto, consapevoli della nostra debolezza, ricordandoci che lo spirito è pronto, ma la carne è debole. Continua a leggere

La custodia del cuore

Caro Crescenzo, prima di tutto ti ringrazio di aver accettato il mio invito di far parte di questo blog, non soltanto come amico, ma ora anche come autore, benvenuto! Tu mi hai conquistato con le tue poesie, una, “La gioia di Maria” avevo pubblicato qui, ma so che hai scritto anche due libri e vorrei che in seguito -quando vorrai- ci raccontassi dell’ultimo che si chiama “L’equilibrista di Dio”. Ora però, ti cedo lo spazio, a te la parola! Ti abbraccio, Karin.

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Nel mio “L’equilibrista di Dio” – pubblicato da pochi mesi – racconto il mio “ritorno” alla Fede cattolica, dopo aver girovagato in lungo e in largo nel labirinto di questo mondo. Non è tanto il raccontare di me, non ne sento l’esigenza, se non servirmene per parlare della Fede, soprattutto dell’ appagante speranza cristiana, e della bellezza della vita. In seguito ne parlerò approfonditamente.
Adesso però, alla luce degli ultimi avvenimenti di cronaca (ultimi, realisticamente, almeno fino ai prossimi), voglio soffermarmi su un altro aspetto, certamente meno rassicurante, su cui non si può sorvolare, né transigere. Infatti, in questo testo, “L’equilibrista di Dio”, parlo diffusamente anche di “Colui che si mette di traverso”.
Senza tanti giri di parole: il diavolo. Non si tratta di deresponsabilizzare l’uomo (e anche il sottoscritto) da eventuali errori, quasi come se le deviazioni che lo vedono protagonista fossero solo opera degli impedimenti del Maligno. Niente affatto. Né bisogna essere un “fissato” del Male per intuirne la sua presenza – che fa spesso capolino nella vita di tutti i giorni – e parlarne senza tabù, per mettere in guardia se stessi e gli altri. Tanto più se si è credenti e cristiani. Continua a leggere

L’ultima Pentecoste

In questo clima mistico, pochi mesi prima della sua deportazione ad Auschwitz, nacque una delle preghiere più belle della Stein: l’intimo sposalizio dell’anima con lo Spirito Santo. È la “sua” Pentecoste:

“Chi sei tu, dolce luce, che mi riempie e rischiara l’oscurità del mio cuore? Tu mi guidi come una mano materna e mi lasci libero, così non saprei più fare un passo. Tu sei lo spazio che circonda il mio essere e lo racchiude in sé, da te lasciato cadrebbe nell’ abisso del nulla, dal quale tu lo elevi all’essere. Tu, più vicino a me di me stessa e più intimo del mio intimo e tuttavia inafferrabile ed incomprensibile che fai esplodere ogni nome:

Spirito Santo – Amore eterno!

Non sei la dolce manna che dal cuore del Figlio fluisce nel mio, cibo degli angeli e dei santi? Egli, che si levò dalla morte alla vita, ha risvegliato anche me ad una vita nuova dal sonno della morte e mi dà una nuova vita di giorno in giorno, e un giorno la sua pienezza mi sommergerà, vita dalla tua vita – tu stesso:

Spirito Santo – Vita eterna

Sei tu il raggio che guizza giù dal trono del giudice eterno ed irrompe nella notte dell’anima che mai si è conosciuta? Misericordioso ed inesorabile penetra nelle pieghe nascoste. Si spaventa alla vista di se stessa lascia spazio al santo timore, inizio di ogni sapienza, che viene dall’alto e ci àncora con forza nell’alto: alla tua opera, come ci fa nuovi,

Spirito Santo – Raggio Impenetrabile!

Sei tu la pienezza dello Spirito e della forza con cui l’agnello sciolse il sigillo dell’eterno decreto divino? Da te sospinti i messaggeri del giudice cavalcano per il mondo e separano con spada tagliente il regno della luce dal regno della notte. Allora il cielo diventa nuovo e nuova la terra e tutto va al suo giusto posto con il tuo alito.

Spirito Santo – Forza vittoriosa.

Tu sei l’artefice che costruisce il duomo eterno che s’innalza dalla terra al cielo. Da te animate s’innalzano le colonne e restano saldamente fisse. Segnate con il nome eterno di Dio si alzano verso la luce sostenendo la cupola, che chiude il santo duomo coronandolo, la tua opera che trasforma il mondo.

Spirito Santo – Mano creatrice di Dio.

Sei tu colui che creò il chiaro specchio, vicinissimo al trono supremo, come un mare di cristallo, in cui la divinità amando si guarda? Ti chini sulla più bella opera della tua creazione e raggiante ti illumina il tuo proprio splendore, e la pura bellezza di tutti gli esseri, unita nel grazioso aspetto della Vergine, tua immacolata sposa:

Spirito Santo – Creatore dell’universo.

Sei tu il dolce canto dell’amore e del santo timore che eternamente risuona attorno al trono della Trinità e sposa in sé il puro suono di tutti gli esseri? L’armonia che congiunge le membra al capo, in cui ciascuno, felice, trova il segreto senso del suo essere e giubilante irradia, liberamente sciolto nel tuo fluire.

Spirito Santo – Giubilo eterno!

Santa Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)