Come un’eterna gratitudine...

Lei, una sposa in cammino,
dimentica di se stessa,
nella salute e nella malattia,
nella gioia e nel dolore,
in questo movimento circolare del mondo …

sulla ruota del criceto,
in un turbinio di un’emozione,
un pianto logico,
bambino,
fatto di lacrime e passione,
prima che tutto diventi gioia …

Lui, e il suo sorriso,
dimentico di se stesso,
con un senso eterno e profondo …
sempre più lontano da questa gabbia degli uomini,
meno interessato a questo mondo,
a tutto,
tranne che a lei …

In preghiera,
raccolto nella sua anima,
come un appuntamento da non perdere,
già fissato,
a bruciare le tappe di un addio,
da camminata veloce a running …

correre a perdifiato,
ma senza agitazione
perché c’è sempre Dio laddove non arriva l’uomo …

Due sposi,
sovrani del momento,
davanti al crocifisso del Duomo …

si sono fatti il segno della croce,
come un bisogno che preme, che geme,
a braccia spalancate
quasi a volersi consegnare al cielo,
senza voce …

perché bisognerebbe vivere come si desidera morire
e morire così come si è vissuti insieme …

agnelli immolati
su questa terra fertile,
che non si soffre più in eterno,
senza più pianto né lamento,
nessuna inquietudine,
in attesa di questo nuovo regno,
come seme marcito del tempo …

Lei, una sposa in cammino …
Lui, e il suo sorriso …
uniti,
in questa eterna gratitudine …

(Crescenzo)