L’odore del tempo

C’è come un’aria nuova,
come una bella emozione,
un peso leggero, lieve,
una gerla
sulle spalle gravide di tempo,
su questo pezzo di strada,
sempre più breve …

come un imbuto di ricordi,
fino a un domani,
fino a passarne il testimone …

il profumo fresco di mia madre,
quello specchio che l’ha riflessa per anni,
gli orecchini bianchi,
di madreperla,
o la collana delle tante occasioni …

quel vestito a doppio petto di mio padre,
il gigante, sull’uscio di casa,
ad attendere la dama,
per uscire finalmente nella sera,
come regnanti di un sogno …

per il mio bisogno,
e per l’invidia del mondo …

belli, sottobraccio,
come il verde e la primavera,
come una carne sola,
di una bellezza invasa,
che solo un figlio sa scorgerne i contorni,
fino al fondo del fondo,
di quelle anime il legaccio …

C’è come un’aria nuova,
come l’odore fresco di lenzuola,
e quelle mani rugose,
adesso piene di tempo
appoggiate sul letto,
che stringono le mie mani
alla ricerca di un Getsemani senza peso …

mani che hanno toccato il passato
e lo conservano ora nelle linee della vita,
che hanno tanto amato,
difeso,
accarezzato,
consolato …

mani che adesso cercano le mie dita,
da stringere,
per non perdersi, e non disperare …

C’è come un’aria nuova,
più ossigeno per il mio cuore,
per le mie povere cellule,
che si rigenerano ancora,
in questa vita che non finisce mai,
che si rinnova,
nonostante le apparenze …

perché c’è ancora tanto da fare
e tanto da rifare,
come se l’oggi fosse sempre ieri,
con il cervello che invecchia ogni giorno
ma respira sempre meglio in verticale,
e sa comprenderne i misteri …

io, cavaliere errante,
poeta, e figlio di un gigante,
che attendo sull’uscio di casa
mentre lei si prepara per uscire …
la stessa scena di un tempo,
sottobraccio,
insieme,
e per l’invidia del mondo …

intrisi di una fragranza leggera e fresca,
che non si disperde,
come il profumo buono dei ricordi,
come il vero amore … …

sì, c’è come un’aria nuova,
o forse è la stessa …
ma ha sempre un buon odore …

(Crescenzo)