Senza sprecarne niente...

Appoggiato al tronco della vita,
senza più l’ansia di nuovi giorni,
radicato nella tua provvidenza
e pieno di stupore
per questi cieli azzurri che ancora mi regali …

bisognoso di eterno,
come un albero tendente all’infinito,
con sempre meno rami da offrirti
e più lamenti,
ma assetato di speranza …

sì, anche in questa calura estiva,
con questo sabbioso calore,
con questa nebbia fina,
umida e abrasiva,
che si appiccica lungo l’arbusto,
nelle rughe della pelle,
fin dentro la linfa dell’anima …

è che voglio vivere e ansimare,
piuttosto che non vedere più le stelle;
amare, fino all’inverosimile,
invece di incupirmi e non tendere verso l’alto …
pensare che ho ancora un’altra estate da vivere,
una ragione da vendere
e altri fiori da descrivere …

prima che mi addormenti,
prima che lasci il posto ad altri poeti,
che intinga il sangue sugli stipiti
ad aspettare che passi il mio angelo a benedirmi …

allora vivo il presente
e ramifico il futuro,
con le solide radici del passato,
senza sprecarne niente,
in attesa dello scrosciare delle piogge,
come lacrime d’agosto,
che prima o poi arrivano sempre …

a pulirne i giorni,
e anche i suoi dolorosi contorni …

ma vivo anche aspettando il sole,
il suo calore,
la luce,
le acque impetuose e salate,
le altre stagioni,
finanche le nuvole d’inverno …

tutto per arrivare alla prossima estate
e a questo vento caldo di scirocco
per cercarti al riparo del mondo …

Lo sai,
è che sono bisognoso d’eterno,
per tornare ad appoggiarmi a Te,
come a un albero Padre,
e stare un poco all’ombra del tuo tempo …

(Crescenzo)