Si fa presto a dire “l’amore”...

Si fa presto a dire “l’amore”,
se tra il dire e il fare non c’è di mezzo la vita,
hai voglia di parlarne,
di trovare delle perifrasi,
girotondi di belle parole,
un concetto splendidamente espresso,
una frase ad effetto,
insomma un misto d’aria fritta,
come a dire “ti voglio bene”, ma senza volerlo …

Si fa presto a dire “l’amore”,
se non diventa sangue e passione,
gioia e dolore,
se non lo incontri, per averne un ‘idea,
e non lo vedi incarnato in un corpo,
un volto, un nome,
nei segni delle cicatrici,
in un soggetto preciso, definito,
affinché tu possa guardarlo negli occhi
e trovarci veramente il senso di quello che dici …

Si fa presto a dire “l’amore”,
se non ci sono più lacrime tra le ciglia,
e non si sa più piangere sui mali del mondo …
se manca un’opera da contemplare,
un artificio,
una mamma non più “sottomessa”,
che non sostiene più la famiglia, il suo edificio,
e non sa più vivere per gli altri, fino in fondo …

Si fa presto a dire “l’amore”,
se non si è più in grado di farlo,
se non è combinato con il sesso
e non si conosce cosa vuol dire un abbraccio,
e quanto vale …
se la vita resta fuori dal grembo materno,
congelata in sterili laboratori,
nei rapporti ambigui e confusi,
o a pezzi, nei rifiuti di un ospedale …

Si fa presto a dire “l’amore”,
come quei padri assenti,
egoisti e tiranni,
che mostrano una morale solo davanti al mondo,
alle telecamere della vanità,
ma sono vuoti di quei valori fondamentali,
di quella verità che li fa uomini,
senza più figli da crescere,
né mogli da rispettare e proteggere,
anche a costo della loro vita …

perché l’amore non puoi rinchiuderlo in gabbia,
né fuori da un cancello,
non si ferma davanti a niente,
e non lascia tracce sulla sabbia
così che venga il mare a cancellarlo …
e non è neanche una pagina di un libro bello,
fosse anche il Vangelo,
ma è chi ci vive dentro che rende vita a quelle parole,
che sa portare negli occhi la bellezza del creato,
i colori del cielo,
il desiderio di eterno …

si fa presto a dire “l’amore”
se non lo si vive
e lo si desidera per sempre …

(Crescenzo)